Asset allocation – come costruire un portafoglio solido e redditizio

Una buona asset allocation è in grado di proteggerci dalla nostra incapacità di predire il futuro.

La maggior parte degli investitori, sopratutto fra i meno esperti, tende a dare molta importanza alla selezione dei titoli e al market timing. La verità è che la chiave per il successo passa attraverso una buona asset allocation.

Diversificare il proprio portafoglio, dividendolo in più sezioni o classi di attività, riduce il rischio complessivo e produce dei buoni rendimenti sul lungo periodo.

Come scegliere tra le varie asset class

L’obiettivo di ogni investitore dovrebbe essere quello di costruire un portafoglio equilibrato che massimizzi i rendimenti corretti per il rischio in relazione agli obiettivi che ci si è prefissati.

Insomma, la vecchia storia della correlazione tra rischio e rendimento. Non esiste una asset allocation unica, che possa andare bene per tutti – nonostante Harry Browne con il suo Permanent Portfolio sia convito del contrario. Ogni singolo investitore deve cucirsi addosso la diversificazione a lui più congeniale.

Il peso, ovvero la percentuale, da assegnare ad ogni classe di attività è dunque soggettivo. Ma quali sono queste asset class?

Le principali e più utilizzate sono:

  1. Azioni;
  2. Obbligazioni;
  3. Immobiliare – REITs;
  4. Commodities – metalli preziosi;
  5. Criptovalute – bitcoin.

Ognuna di queste classi di attività ha i suoi pregi e i suoi difetti, vediamoli insieme.

Le azioni

asset allocation - azioni

La storia ci insegna che sul lungo periodo le azioni tendono a restituire dei buoni rendimenti. Questo, però, a fronte di una volatilità da tenere in considerazione, così come i periodi di sopravvalutazione dei mercati. Periodi ai quali spesso fanno seguito ribassi anche molto significativi.

Proprio per questo la comunità degli esperti di finanza è concorde nell’affermare che l’esposizione azionaria sia inversamente correlata con l’età o con l’orizzonte temporale dell’invertitore.

Meno si è giovani (o più breve è l’orizzonte temporale dei propri investimenti) e più piccola dovrebbe essere la porzione del proprio portafoglio occupata dalle azioni.

Ciò premesso, non bisogna dimenticare che le azioni non sono tutte uguali. È cosa buona e giusta, infatti, suddividere la asset allocation azionaria del proprio portafoglio in altre sottosezioni, così da avere titoli value e titoli growth, e azioni di aziende provenienti da varie aree del mondo.

Possedere solo azioni italiane, o americane, o europee potrebbe non essere la migliore delle idee.

Le obbligazioni

A causa delle fluttuazioni dei tassi di interesse, le obbligazioni hanno la tendenza ad essere correlate inversamente con le azioni. Per questo motivo aiutano a ridurre la volatilità di portafoglio durante i crolli dei mercati.

Oggi come oggi, però, vanno precisate almeno due cose:

  1. durante il crollo del marzo 2020 dovuto alla pandemia, le obbligazioni non hanno aiutato come in passato a ridurre la volatilità di portafoglio (vedi grafico sotto – fonte JP Morgan);
  2. gli attuali rendimenti delle obbligazioni sono molto bassi e in alcuni casi nulli.

Questi due fattori rendono decisamente poco attrattive le obbligazioni.

Mercato immobiliare e REITs

Il vecchio caro “mattone” ha sempre il suo fascino, questo perché di solito il settore immobiliare protegge dall’inflazione ed è in grado di generare dei buoni flussi di cassa.

Ovvio, anche il mercato immobiliare è soggetto a cicli rialzisti e ribassisti.

In linea di massima, investire una parte del proprio patrimonio nell’immobiliare è una buona idea.

Lo si può fare acquistando immobili veri e propri oppure tramite fondi immobiliari come, per esempio, i REITs.

Se la casa nella quale abiti rappresenta una fetta significative del tuo patrimonio netto, non hai bisogno dei REITs. Stessa cosa si può dire se hai allocato una percentuale dei tuoi risparmi in qualche investimento immobiliare.

Insomma, i REITs hanno senso se non hai abbastanza “mattoni” al di fuori del tuo portafoglio investimenti. In caso contrario puoi fare a meno di includerli nella tua asset allocation poiché ti sovraesporrebbero al settore immobiliare.

Commodities e metalli preziosi

L’oro e l’argento sono stati utilizzati in passato come valute e sono da sempre considerati delle riserve di valore.

Destinare una parte del proprio portafoglio all’oro potrebbe essere una buona idea proprio per la sua caratteristica di riserva di valore e per il fatto di essere sostanzialmente scorrelato da tutte la altre classi di attività.

Se deciderai di includere l’oro nella tua asset allocation, dovrai decidere anche come farlo, ovvero se acquistare lingotti o monete, oppure se investirci tramite gli ETC.

In teoria si potrebbe diversificare inserendo nel proprio portafoglio anche altre materie prime, come per esempio il petrolio, ma è storicamente provato che trarre profitto da queste materie prime è molto complicato. Per tanto, se non sei un esperto del settore, meglio evitare.

Criptovalute e bitcoin

La più giovane classe di attività è quella costituita dalle criptomonete e, in particolare, dal bitcoin.

C’è molta diatriba in merito, abbiamo tifosi incalliti da una parte e detrattori senza sé e senza ma dall’altra. In mezzo, tutti quegli investitori che cercano di capire se valga la pena o meno includere bitocoin nella proria asset allocation.

Dopo essere stato scettico per anni, ad un certo punto – analizzando freddamente i fatti – ho cambiato idea ed ho deciso di dedicare una piccola porzione del mio portafoglio alla cripto moneta più capitalizzata e solida di tutte, il bitcoin.

Perché? Ci ho scritto un intero articolo che ti invito a leggere.

Le due tipologie di asset allocation

Fatta una carrellate delle più importanti classi di attività, è giunto il momento di presentare le due principali tipologie di asset allocation:

  • asset allocation strategica;
  • asset allocation tattica.

Vediamo in che cosa consistono e quale è più adatta alle tue esigenze.

Asset allocation strategica

La asset allocation strategica è la più facile da applicare poiché è essenzialmente fondata su un approccio passivo agli investitemi e al vecchio caro buy and hold.

In sostanza, si tratta di assegnare una percentuale ad ogni asset classe che si intende includere nel proprio portafoglio – come detto, tenendo conto del proprio profilo di rischio e dei propri obiettivi -, e mantenerla costante nel tempo per mezzo di ribilanciamenti periodici.

Ovviamente, nessuno ti vieta di adeguare le percentuali delle varie classi di attività al mutare delle condizioni, come ad esempio l’avanzare dell’età.

La asset allocation strategica è facilmente applicabile utilizzando gli ETF. A tale proposito, se desideri renderla passiva che più passiva non si può, ti consiglio di dare uno sguardo ai Vanguard LifeStrategy.

Asset allocation tattica

La asset allocation tattica è attiva. Il suo obiettivo, infatti, è quello di modificare l’esposizione alle varie classi di attività in funzione del valore.

Se fatta bene, la asset allocation tattica è in grado di ridurre la volatilità di portafoglio e restituire degli ottimi profitti. Come avrai già intuito, però, il rovescio della medaglia è che risulta essere molto più soggetta all’errore umano.

Non si contano più gli investitori che si sono fatti molto male cercando di cronometrare il mercato!

Ad ogni modo, chi opta per una asset allocation tattica segue i mercati alla ricerca delle classi di attività, dei settori e dei titoli sottovalutati tenendo monitorate metriche quali il rapporto prezzo utili, l’indebitamento, i tassi interesse ed altri ancora.

Conclusioni

Dedicare del tempo per decidere la asset allocation del proprio portafoglio è il modo migliore per avere successo negli investimenti.

Stabilire su quali classi di attività puntare e in quali percentuali è un passaggio fondamentale nella costruzione di un portafoglio equilibrato e, si spera, foriero di belle soddisfazioni.

Diversificare per classe, settore, tipologia e geograficamente i tuoi investimenti ridurrà la volatilità e ti permetterà di sopravvivere quando – ciclicamente – questo o quel mercato vivrà uno dei suoi crolli.

Inoltre, se sei più esperto, ti consente di andare ad investire i tuoi soldi laddove si presume ci sia il valore. In questo periodo storico, ad esempio, tale valore sembrerebbe trovarsi nei mercati emergenti.


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