200 anni di rendimenti azionari ti dicono perché devi investire, sempre!

200 anni di rendimenti azionari sono un discreto lasso di tempo per valutare la sostenibilità di lungo periodo di uno strumento finanziario.

Nello specifico, tale strumento è il mercato azionario americano. Certo, è noto che i rendimenti passati non sono garanzia di rendimenti futuri, però due secoli sono più che sufficienti per farci un’idea di cosa dovremmo/potremmo aspettarci investendo in un ETF che replichi il mercato USA.

1825-2020: i dati non mentono

È grazie al prezioso lavoro svolto dai ricercatori della Yale University e della Pennsylvania State University che possiamo conoscere 200 anni di rendimenti azionari. I ricercatori dei due prestigiosi atenei hanno raccolto i dati di quasi tutte le azioni scambiate a New York in epoca “preistorica”, ovvero dal 1825 al 1926. Ciò gli ha consentito di calcolare i rendimenti complessivi con un grado di approssimazione molto elevato.

A partire dal 1926 i ritorni sono, invece, perfetti poiché provengono dallo S&P 90 fino al 1956, e dallo S&P 500 dal 1957 ad oggi.

La piramide dei rendimenti azionari

I 200 anni di rendimenti azionari, se messi l’uno accanto all’altro, assumono la forma di una curva a campana o, se preferisci, a piramide.

In questa bella immagine realizzata da Visual Capitalis, si vede come la maggior parte delle volte l’indice USA abbia avuto una performace compresa tra lo 0% e il 10% annuo. Ciò si è verificato 46 volte.

A mano a mano che ci si allontana dalla colonna centrale della piramide, i rendimenti diventano sempre più estremi e meno comuni.

Solo una volta, per esempio, si è avuta una perdita tra il -40% e il -50%, precisamente nel 1931, quando l’allora S&P 90 chiuse a -43,34%.

Sul lato “buono” dello spettro, si sono verificati cinque anni con rendimenti tra il +40% e il +50% e altrettanti con una performance superiore al +50%.

Ancora qualche numero

Trasferendo i dati della piramide dei rendimenti in una tabella, otteniamo quando segue:

Ritorni totali annuali (%)-50 a -30-30 a -10-10 a 1010 a 3030 a 5050
Numero di anni nel range3237765225
Percentuale degli anni in range1,50%11,80%39,50%33,30%11,30%2,60%

.

Sintetizzati in questo modo, i 200 anni di rendimenti azionari del mercato statunitense ci appaiono tendenti al positivo.

il 39,5% delle volte, hanno chiuso l’anno tra il -10% e il +10%. Il 33,3% delle volte hanno fatto registrare rendimenti tra il +10% e il +30%.

Soltanto l’1,5% degli anni si sono conclusi con perdite superiori al -30%.

Questi numeri, che rappresentano delle medie, sembrerebbero abbastanza chiari: investire nel più importante indice americano conviene.

Sì, d’accordo, ma con le recessioni come la mettiamo?

Recessioni e recuperi

Un conto è analizzare 200 anni di rendimenti azionari guardando solo ai rendimenti medi, e un altro è farlo focalizzandosi sugli anni horribiles.

Il -37% del 2008, per esempio, è poca cosa se lo si incastona nel quadro generale, ma viverlo sulla propria pelle non è una bella sensazione!

Vediamo come ha reagito lo Standard and Poor’s 500 alle recessioni:

Dall’immagine (Visual Capitalis) in alto, puoi vedere come l’indice abbia sempre reagito positivamente dopo le recessioni.

Nella maggior parte dei casi, l’anno successivo al crollo ha fatto registrare rendimenti superiori alla perdita dei dodici mesi precedenti.

Perché questo aspetto è di fondamentale importanza?

Perché ci fa capire che i crolli non devono spaventarci. Almeno non al punto da indurci a vendere! La capacità di pazientare paga altissimi dividendi. inoltre ci confermano la bontà di una strategia che preveda il piano di accumulo.

Attenzione, questo è un ragionamento valido se si ragiona su un indice come lo S&P 500, ovvero su un paniere diversificato di titoli, tutt’altra cosa è investire nel singolo titolo: Hertz docet…

200 anni di rendimenti azionari ti dicono perché devi investire, sempre!

I 200 anni di rendimenti azionari, dopo averli analizzati, ci confermano che sul lungo periodo, investire in un fondo o ETF indice conviene, sempre!

Dal 1825 al 2019, il rendimento medio del mercato azionario americano è stato dell’8,25%. Inoltre, 7 anni su 10 si sono chiusi in positivo.

Certo, ci sono stati degli anni molto negativi, a cui però sono sempre seguiti degli anni positivi.

In sostanza, la curva a campana dei rendimenti è distorta positivamente, quindi non temere i mercati finanziari, investici. Il te stesso del futuro ti ringrazierà.


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