FIRE – 8 casi di successo

Come sai, il cosiddetto movimento FIRE (Financial Independence Retire Early) è costituito da persone che si sono prefissate l’obiettivo di perseguire la libertà finanziaria.

Lo scopo, in sostanza, è quello di liberarsi quanto prima dall’obbligo di dover lavorare per vivere.

I detrattori manipolano quest’ultimo concetto con l’intenzione di far sembrare queste persone altrettanti sfaticati che non hanno voglia di fare un cavolo.

La verità, ovviamente, è ben diversa. I seguaci del movimento FIRE sono disposti a farsi il mazzo per anni pur di raggiungere i propri obiettivi.

In questo articolo ti voglio brevemente parlare di otto di loro che ce l’hanno fatta.

In particolare vedremo com’è cambiata la loro vita dopo che si sono “ritirati presto”.

Chi sono gli 8 che ce l’hanno fatta?

Prima di passarli brevemente in rassegna, ti elenco chi sono le 8 persone (o coppie) che hanno raggiunto l’indipendenza economica.

Ecco i magnifici 8 con il loro relativi siti/blog:

Steve Adcock spende meno di prima

FIRE 8 casi di successo - Steve Adcock

Il primo degli 8 casi di successo relativi al FIRE di cui ti voglio parlare è quello di Steve Adcock e di sua moglie.

I due si sono “ritirati” – hanno cioè raggiunto l’indipendenza economica – a poco più di trentanni. Da allora hanno coltivato la loro più grande passione: viaggiare.

Lo fanno a bordo di un Aistream di 30 piedi (roulotte superaccessoriata) che gli permette di evitare buona parte delle spese di soggiorno.

La loro vita fuori dalla ruota del criceto, oltre a consentirgli di vivere tante esperienze appaganti, gli costa anche meno.

Adcock ha dichiarato che lui e la moglie non spendono più di 10-15 dollari al mese per l’abbigliamento. Cifra enormemente più bassa di quella che spendevano quando lavoravano e dovevano presentarsi in ufficio seguendo un dress-code adeguato.

Insomma, i coniugi Adcock riescono a risparmiare molto più adesso rispetto a quando erano ancora impegnati nella conquista della libertà finanziaria.

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Jason Fieber e l’arbitraggio geografico

Jason Fieber si è ritirato nel 2016, all’età di 33 anni. La vera svolta nella sua vita, però, c’è stata l’anno seguente, quando ha deciso di trasferirsi in Thailandia per sfruttare l’arbitraggio geografico.

Il fatto di ottenere i suoi soldi da un’economia forte come quella degli Stati Uniti e spenderli in Thailandia, gli ha enormemente facilitato le cose. Il cambio dollaro Baht thailandese è indiscutibilmente molto vantaggioso.

A quanto asserisce lui, il più grande cambiamento che abbia sperimentato rispetto a quando lavorava è psicologico. Oggi Jason non pensa più ai soldi, cosa che invece prima doveva fare di continuo – come ben saprai anche tu se come me sei impegnato nel percorso che ti porterà alla libertà finanziaria.

«Mi sento come se mi fossi tolto un peso dalle spalle» – dice Jason Feber, il quale, oltre a tutto il resto, in Thailandia ha trovato usi e costumi che lo affascinano moltissimo e che non esita a definire «meravigliosi!»

Karsten Jeske e l’arbitraggio geografico interno

Al contrario di Fieber, Karsten Jeske ha optato per l’arbitraggio geografico interno. A cioè deciso di trasferirsi dopo essersi ritirato all’età di 44 anni, ma di farlo all’interno degli USA.

Spostandosi da una delle città più costose del Paese – San Francisco – allo Stato di Washignton, Jeske ha comunque beneficiato di una significativa diminuzione dei costi.

«Eliminando il mutuo (ha venduto la casa di San Francisco e con il ricavato ha saldato la parte restante del mutuo e acquistato la casa nella quale vive oggi), abbassando le tasse sulla proprietà e tagliando altre spese come pranzi e abiti da lavoro, siamo riusciti a ridurre le nostre spese di circa il 50%».

Tanja Hester ha perso l’ossessione del controllo

FIRE 8 casi di successo - Tanja Hester

Tanja Hester e suo marito Mark si sono ritirati quando avevano 38 e 41 anni, e da allora hanno smesso di controllore ossessivamente i loro conti.

«Quando stai risparmiando per un grande obiettivo, è normale tenere traccia dei tuoi progressi. Ma da quando abbiamo lasciato il lavoro e smesso di concentrarci sul risparmio, è davvero incredibile quanto poco controlliamo i nostri conti».

Tanja si è costruita un portafoglio di investimenti prudente e solido, questo è un altro motivo per il quale ha perso del tutto l’ossessione del controllo. Se anche i mercati dovessero attraversare qualche turbolenza, lei e il marito sanno di poterla attraversare con relativa serenità.

Sam Dogen predica la gradualità

Il caso di Sam Dogen è un po’ particolare.

Sam, infatti, si è ritirato nel 2012 all’età di 34 anni, ma quando ha lasciato il lavoro – con uno stipendio a cinque zeri – è riuscito a strappare una buonuscita molto vantaggiosa non solo in termini assoluti ma anche di erogazione della stessa.

In pratica, Dogen ha ottenuto che la società per la quale lavorava gli spalmasse questa indennità su cinque anni. Data l’entità della somma, Sam è andato avanti fino al 2017 senza toccare un centesimo del suo patrimonio investito.

Questa gradualità gli è stata di grande aiuto per abituarsi alla nuova vita da “pensionato precoce”.

Quando sono finiti quei soldi, nel 2017, Sam Dogen ha provveduto ad abbassare il rischio del suo portafoglio per garantirsi la tranquillità anche in caso di tempi difficili per i mercati.

Joe Udo – il papà casalingo

Quando lasciò il lavoro a 38 anni, Joe Udo aveva un bambino di 18 mesi. Il piccolo costava alla famiglia più di 1.000 dollari al mese solo di nido.

Dopo essersi ritirato, Joe ha incominciato a passare gran parte del suo tempo con il bambino, traendone grandi benefici economici e in termini di felicità.

Udo si gode il foglio e negli anni – si è ritirato nel 2012 – ha anche risparmiato decine di migliaia di dollari. Classico caso di due piccioni con una fava.

Classico esempio, direi, dei benefici dell’indipendenza economica e del perché è sacrosanto cercare di perseguirla!

Jeremy e Winnie non pensano più ai soldi

FIRE 8 casi di successo - Jeremy Jacobsen e Winnie Tseng

«Il cambiamento più significativo delle nostre vite da quando siamo andati in “pensione” è che non pensiamo più ai soldi». Questo hanno detto Jeremy Jacobson e Winnie Tseng.

Ritiratisi poco dopo i trentanni, Jeremy e Winnie hanno sempre sostenuto che il valore più importante dell’indipendenza economica non riguarda il denaro in sé, ma il tempo libero che questo può apportare alle nostre vite e il fatto di poter sperimentare lo stile di vita che più ci è congeniale.

L’indipendenza finanziaria, per loro si traduce in pace interiore… e scusate se è poco!

Kristy e Bryce viaggiano per il mondo

Da quando si sono ritirati quattro anni fa all’età di 31 anni, Kristy Shen e Bryce Leung hanno passato più tempo in giro per il mondo che a casa.

La cosa paradossale di tutto ciò, è che in questi 4 anni di “nomadismo”, i due hanno speso circa 10.000 dollari in meno all’anno rispetto a quanto facevano quando ancora lavoravano e vivevano stabilmente a Toronto.

«Il trucco è bilanciare luoghi costosi come Regno Unito, Svizzera, Danimarca e Islanda con posti economici con Messico, Portogallo, Polonia e Thailandia. Se lo fai, controllare le tue finanze diventa come giocare una partita a scacchi che vinci sempre!»

FIRE – 8 casi di successo

I casi di successo nel mondo FIRE sono molti più di questi otto, ovviamente.

Spero, tuttavia, che questa breve carrellata sia stata di tuo gradimento e ti abbia dato un po’ di carica per continuare il tuo viaggio verso la libertà finanziaria con più forza di prima.

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