Battere il mercato, l’eterna illusione

Battere il mercato è il sogno di ogni investitore, così come ogni giocatore spera di sbancare il casinò.

In quanti riescono effettivamente a uscire dal casinò con le borse piene di soldi?
Pochissimi!

La stessa cosa capita nel campo degli investimenti. Coloro che riescono con una certa costanza a battere il mercato, si contano sulle dita di una mano monca. Al contrario, quelli che escono dalla “lotta” con le ossa rotte sono moltissimi.

Eppure, sul lungo periodo, i mercati tendono a crescere sempre…

Pagati per battere il mercato, anche i professionisti perdono

Molte persone con grandi patrimoni, decidono di pagare dei professionisti per provare a battere il mercato.

L’avidità appartiene a tutti, è un sentimento innato nell’essere umano e non fa differenza di genere o censo.

battere il mercato anche i professionisti perdono

Nell’immagine (fonte: S&P 500 SPIVA) puoi vedere come si sono comportati i grandi Fondi di investimento negli ultimi venti anni. La ricerca è stata condotta esclusivamente sui Fondi americani – che per altro sono anche i più grandi -, ma ha valore universale.

Come vedi, in un periodo di tempo più che significativo, solo il 15,77% dei Fondi ha fatto meglio dell’indice Standard and Poor 500, mentre il restante 84,23% ha fatto peggio.

Chi sono questi fondi?

Ti faccio notare che il 100% dei Fondi lavora alacremente per battere il mercato. Questi grandi Fondi si avvalgono della migliore tecnologia in circolazione e dei migliori analisti: esperti di statistica, di matematica e di programmazione informatica al mondo.

Spendono cifre enormi in sviluppo e ricerca, e accettano soltanto investitori molto danarosi. Alcuni di questi Fondi sono addirittura chiusi, altri fanno entrare esclusivamente gente disposta ad investire cifre di almeno cento milioni di dollari.

I costi in termini di commissioni e spese di gestione varie a carico di ogni singolo investitore che partecipa a tali Fondi sono molto elevate.

Eppure, meno di un sesto porta a casa un profitto superiore a quello che avrebbe ottenuto investendo in un semplice ETF che replicasse lo S&P 500!

Battere il emrcato è per pochi

Battere il mercato è per pochi, ma batterlo costantemente è per pochissimi.

Non dimenticare, infatti, che in quel 15,77% sono conteggiati anche Fondi che sono riusciti nell’impresa di battere il benchmark (indice preso a riferimento, in sostanza è “il mercato”. Nel caso specifico lo S&P 500) soltanto poche volte.

I Fondi dai rendimenti costanti sopra il benchmark sono davvero pochissimi e, ovviamente, irraggiungibili non soltanto per gli investitori retail come me e te ma anche per quelli che avrebbero svariate decine di milioni da investire.

Gente come Warren Buffett o Ray Dalio riesce in questa impresa quasi ogni anno, e infatti sono conosciuti in tutto il mondo, neanche fossero delle rock star!

Piccolo investitore, non provafre a battere il mercato

Detto che i piccoli investitori non possono accedere alla stragrande maggioranza di quei Fondi, andiamo a vedere come si sono comportati sempre tenendo in considerazione un arco temporale di venti anni.

Piccolo investitore non provare a battere il mercato

Nell’immagine (fonte: JP Morgan) puoi vedere che nel ventennio che va dal 1998 al 2017, l’investitore medio – anche in questo caso si fa rifermento esclusivamente agli Stati Uniti – ha ottenuto un profitto annualizzato pari al 2,6%.

Come vedi, però, nello stesso periodo l’inflazione ha inciso per il 2,1% all’anno. Ciò vuol dire che al netto dell’inflazione, l’investitore medio si è portato a casa soltanto un misero 0,5% annuo.

Certo, meglio questo che niente, però capisci anche tu che parliamo di cifre davvero esigue; anche perché non tengono conto delle tasse e costi vari.

Profitti esigui che gridano vendetta se li confrontiamo con le altre percentuali illustrate nella stessa immagine.

L’investitore medio avrebbe fatto decisamente meglio a investire da cassettista…

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L’investitore medio non sa battere il mercato

A giudicare dall’immagine frutto della ricerca di JP Morgan, si direbbe che l’investitore medio sia del tutto incapace di battere il mercato.

Come vedi, infatti, se l’investitore medio avesse investito passivamente in qualunque settore, avrebbe ottenuto un profitto almeno doppio rispetto a quello che si è portato a casa cercando di fare il fenomeno per battere il mercato.

Nel periodo preso in esame, il nostro investitore medio avrebbe ottenuto, rispettivamente:

  • Il 9,1% all’anno qualora avesse investito in REITs (Real Estate Investment Trust), per approfondire puoi leggere questo articolo su Investopedia.

  • Il 7,8% all’anno se avesse semplicemente comprato dell’oro.

  • Il 7,2% se avesse banalmente investito nell’indice S&P 500.

  • Il 6,4% se si fosse costruito un portafoglio al 60% costituito da titoli azionari e al 40% da obbligazioni.

  • Sempre il 6,4% avrebbe ottenuto “comprando” petrolio.

  • Il 6,1% se il suo portafoglio fosse stato composto al 40% da azioni e al 60% da obbligazioni.

  • Il 5,7% se avesse replicato l’indice EAFE (Europe, Australasia, Far East). In pratica si tratta di un indice dove trovano posto i titoli quotati in tutti i mercati sviluppati che non siano quelli statunitense e canadese.

  • Il 5% investendo in buoni emessi dal Tesoro americano.

  • Infine, il 3,4% investendo nel vecchio caro mattone.

Battere il mercato, l’eterna illusione

Se ti prendi il tempo per analizzare questi numeri, non potrai fare altro che essere d’accordo con me quanto affermo che sono impietosi nei confronti dell’investitore medio.

Attenzione, parlando di “investitore medio”, ovviamente, non teniamo conto che nel periodo preso in esame tantissimi piccoli investitori hanno perso denaro, qualcuno tutto il capitale investito.

Com’è possibile che il profitto medio sia solo del 2,6% (0,5% al netto dell’inflazione) e che alcuni siano rimasti letteralmente in mutande in un periodo dove qualunque tipologia di investimento avrebbe reso di più?

Semplice, la voglia di fare il fenomeno. Il desiderio narcisistico di battere il mercato.

Io vendo e compro, compro e vendo perché so investire!

battere il mercato è impossibile

L’investitore medio, anche per colpa della rappresentazione offerta dai mass media del mondo degli investimenti, ha ritenuto opportuno vendere e comprare, comprare e vendere per diventare ricco operando sui mercati finanziari.

Subito dopo aver disposto il primo acquisto, già si vedeva a bordo di una fuoriserie, già si figurava la villa da sogno che avrebbe comprato di lì a pochi anni (forse mesi!).

Sono proprio questi pensieri ad averlo fregato!

È esattamente per rincorrere questi sogni impossibili che non faceva altro che comprare alto e vendere basso – senza contare i costi in commissioni che ha dovuto sostenere per tutte quelle operazioni!

Pareggiare il mercato, niente di più semplice

Abbiamo visto che l’investitore medio avrebbe potuto ottenere dei profitti molto più cospicui se solo si fosse limitato ad acquistare degli indici e tenerli per venti anni senza fare assolutamente nulla.

Se, banalmente, avesse comprato un ETF a replica fisica dello S&P 500, avrebbe ottenuto profitti medi annui di circa il 270% più alti rispetto a quelli da lui portati a casa nel vano tentativo di battere il mercato.

In questo caso, avremmo detto che l’investitore medio era stato capace di pareggiare il mercato.

Distinguiti dalla media

Non so tu, ma io non voglio essere un investitore medio.

Non ho alcuna intenzione di guerreggiare contro i mulini al vento impersonati dai mercati finanziari come fossi un Don Chisciotte dell’investimento.

No, io intendo investire i miei soldi con l’intenzione di farli crescere nel tempo in modo sostenibile. L’unica cosa che mi interessa è questa, non certo pavoneggiarmi con l’idea di battere il mercato per potermene vantare con gli amici.

Distinguiti dalla media anche tu. Informati, fatti una cultura finanziaria e investi come la minoranza che ha successo.

A proposito di formazione finanziaria, spero che questo articolo ti sia piaciuto. Se è così, ti invito a iscriverti al blog lasciando al tua e.mail nel box in alto, in modo da non perderti i prossimi.

 

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