Obiettivi da perseguire, meglio i grandi o i piccoli?

L’obiettivo di questo articolo è quello di cercare di capire se fissare degli obiettivi da perseguire sia una pratica vantaggiosa per il raggiungimento degli stessi, oppure no.

Se questa frase iniziale ti è sembrata un tantino contorta, non preoccuparti, le prossime saranno anche peggio poiché, al contrario del solito, questa volta non so neanche io dove mi porteranno i ragionamenti che sto per fare. Anzi, che stiamo per fare insieme, sempre ammesso che tu voglia seguirmi in questo viaggio dalla meta oscura.

Obiettivi da raggiungere e i propositi per il nuovo anno

Anche se siamo ormai a febbraio, sono proprio i “propositi per il nuovo anno” ad avermi dato lo spunto per la riflessione sugli obiettivi da raggiungere

La stragrande maggioranza delle volte, infatti, i propositi per l’anno a venire finiscono in un deludente ma anche abbastanza prevedibile nulla di fatto.

L’anno prossimo perderò 10 chili!”

A gennaio parti sparato, quaranta minuti di camminata al giorno, palestra due volte alla settimana, niente cibo-spazzatura. Poi, dopo gennaio arriva febbraio e tra una scusa raccontata a te stesso e l’altra, incominci a saltare qualche camminata, qualche seduta in palestra e qualche schifezzuccia ogni tanto te la concedo… Tanto è una volta, che sarà mai?

E poi arrivi a maggio, la prova costume si avvicina minacciosa e di chili ne hai persi zero virgola: delusione e frustrazione ti assalgono.

Obiettivo fallito, ancora una volta. Forse sarebbe stato meglio se non te lo fossi prefissato, almeno non ci saresti rimasto così male per non averlo raggiunto…

Motivazione intrinseca vs. motivazione estrinseca

Avere degli obiettivi da conseguire non serve a nulla se non hai anche la motivazione.

Sì, ma qual è, ad esempio, la motivazione che ti spinge a recarti in palestra due volte alla settimana e a camminare per quaranta minuti ogni santo giorno?

Perdere peso! Questa è una motivazione estrinseca poiché compi delle azioni oggi in cambio di un godimento o, se preferisci, un risultato futuro: perdere 10 chili.

Se invece ti recassi in palestra per il piacere di fare attività fisica o perché l’allenamento ti fa sentire più vivo e forte; ebbene, in quel caso a muoverti sarebbe la motivazione intrinseca, poiché sarebbe l’attività stessa a procurarti del godimento.

Domanda: hai più probabilità di raggiungere il traguardo dei meno dieci chili se a muoverti è la motivazione estrinseca o quella intrinseca?

Il godimento immediato vince sempre

Se vai in palestra perché ti piace allenarti non salterai una seduta, quindi perderai i dieci chili e non li riprenderai in futuro poiché continuerai a frequentare la palestra.

Al contrario, se allenarti è una tortura, potresti comunque arrivare a perdere i famosi dieci chili – perché sei testardo e se ti metti una cosa in testa la fai –, però poi, una volta tagliato il traguardo, smetterai di frequentare la palestra con il risultato che poco per volta quei chili perduti ritorneranno ad appiccicarsi al tuo corpo.

E se stuzzicassi la tua motivazione intrinseca, promettendoti dei premi in cambio dello sforzo di fare qualcosa che proprio non ti andrebbe di fare?

Lo zuccherino immediato non funzione per ottenere i tuoi obiettivi

Non ti va di andare in palestra perché non ti piace, però ti dici: “Ok, se vado ad allenarmi dopo mi concedo un gelato”.

Può avere senso una cosa del genere? Magari in palestra ci vai perché alla promessa di un gelato non sai dire di no, però qual è il risultato che ottieni? Che sudi per perdere peso e subito dopo fai qualcosa che te lo farà riprendere!

Cambiando metafora, se dici a tuo figlio che se farà i compiti, poi potrà guardare la TV, in realtà non gli stai insegnando l’importanza di fare i compiti, non gli stai inculcando il piacere dell’apprendimento, ma solo quello di guardare la TV.

Se l’obiettivo è SMART lo raggiungi

Secondo le scritture, gli obiettivi dovrebbero essere SMART, ossia: Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Time-constrained (Specifico, Misurabile, Raggiungibile, Realistico, Con una data limite).

Obiettivi da raggiungere. Meglio quelli SMART?Negli anni ’60, alla Ford Company avevano notato che i veicoli piccoli e poco costosi stavano crescendo di popolarità. Il CEO fissò un obiettivo ambizioso, entro il 1970 avrebbero dovuto produrre un’auto sotto le 2000 libbre di peso e i 2000 dollari di prezzo (al cambio di oggi sarebbero 12/13000).

Nel settembre del 1970 la Ford Pinto, ovvero un veicolo da meno di 2000 libbre e sotto i 2000 $, entrò in produzione.

Obiettivo SMART, obiettivo raggiunto!

Se l’obiettivo è SMART lo raggiungi, ma anche no…

È vero che gli ingegneri della Ford furono in grado di rispondere alle richieste del CEO, però per stare dentro la specificità di quegli obiettivi, non si curarono molto di altri aspetti quali la qualità e la sicurezza.

La Ford Pinto aveva il serbatoio carburante posizionato in modo tale che anche a seguito di un lieve impatto, l’auto avrebbe potuto prendere fuoco facilmente. Si calcola che 53 persone persero la vita a seguito di incendi causati da questo difetto di fabbricazione. Nel 1977 le Ford Pinto dovettero essere richiamate, producendo un danno economico e di immagine non indifferente.

L’obiettivo era sì SMART, ma anche poco intelligente!

Se il tuo obiettivo SMART è quello di risparmiare 500 euro al mese e per perseguirlo compri solo cibo a basso prezzo, potrebbe darsi che i 500 euro da parte li metti, ma alla lunga la tua salute potrebbe risentirne.

Gli obiettivi ti rendono insoddisfatto del momento presente

L’obiettivo implica una fase, talvolta abbastanza lunga, nella quale devi compiere dei sacrifici. Fare cose che non ami, in cambio di un risultato del quale potrai godere solo in futuro.

Questo ti porta a provare dell’insoddisfazione nel momento presente.

È vero, sai bene che stai “soffrendo” oggi per godere dieci volte tanto domani, però intanto il tuo io di oggi sbuffa e si deprime perché ha la sensazione di perdersi le gioie del presente.

Non so come la vedi tu, ma da tutti questi ragionamenti si direbbe che fissare degli obiettivi non sia propriamente una grande idea.

Però, d’altro canto, io non mi ci vedo proprio a vivere una vita priva di traguardi da raggiungere!

Obiettivo o non obiettivo, questo è il dilemma

Abbiamo appurato che l’atto di fissare degli obiettivi produce delle controindicazioni, però è anche vero che il fatto di darsi dei traguardi rende la vita più frizzante, più entusiasmante.

La matassa si ingarbuglia sempre più. Tirando le somme, credo che le opzioni sul da farsi siano tre:

1) Non fissare alcun obiettivo.

Vivere alla guornata. Boh, sarà pure figo per un po’, però alla lunga mi annoierei a morte. Devo avere dei progetti da seguire altrimenti mi sentirei vuoto. Quindi, non so tu, ma io questa opzione la scarto.

2) Fissare pochi obiettivi ma buoni.

In sostanza dovremmo selezionare gli obiettivi e fissare solo quelli veramente importanti. Però come facciamo a sapere quali sono veramente importanti e quali no? Neanche questa soluzione mi pare un granché.

3) Fissare degli obiettivi intermedi.

In pratica ci concentriamo sulle singole azioni e non sul risultato finale al quale quelle stesse azioni porteranno. Tornando all’esempio dei dieci chili, anziché dirti: “il mio obiettivo è perdere dieci chili”, potresti dirti: “il mio obiettivo è camminare tutti i giorni, andare in palestra due volte a settimana e mangiare sano”.

Obiettivi da perseguire, conclusioni

Abbiamo capito che fissare degli obiettivi da perseguire, per quanto SMART possano essere, non risolve i nostri problemi. Anzi, potenzialmente ce ne crea.

D’altro canto, ci siamo resi conto che non fissarne affatto risulta poco saggio, poiché in tal caso, le nostre esistenze risulterebbero piatte.

Alla fine della fiera, sembrerebbe che la soluzione ideale stia nel mezzo, ossia nel fissare degli obiettivi parziali, intermedi.

Traslando queste conclusioni nel mondo degli investimenti, mi verrebbe da dire che non è tanto importante fissarsi l’obiettivo della libertà finanziaria, quanto tutti quegli obiettivi intermedi da raggiungere l’uno dopo altro.

Mi viene facile usare una metafora sportiva per rafforzare il concetto. La libertà finanziaria è lo scudetto, o se preferisci il Giro d’Italia, mentre le singole partite/tappe sono altrettanti obiettivi intermedi. Insomma, prepariamoci a vincere la prossima partita, che gara dopo gara arriveremo anche al risultato finale.

Da oggi in avanti punterò solo e soltanto ai piccoli obiettivi ma non smetterò mai di darmeli.

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