Spendi i tuoi soldi per comprare attivi

Spendi i tuoi soldi per comprare attivi.

Eh sì, perchè le uscite non sono tutte uguali. Tra le uscite attive e quelle passive c’è una differenza abissale.

Comprendere la differenza fra una passività ed una attività ti permetterà di decidere se sia o meno il caso di affrontare quella determinata “spesa”, e ti consentirà di abbassare quelle passive per aumentare quelle attive.

Ma partiamo dall’inizio.

Entrate e uscite

Sei hai provato a tenere un bilancio dei tuoi conti, avrai di certo diviso un foglio (di carta o più probabilmente elettronico) in due colonne: nella prima avrai elencato le entrate e nella seconda le uscite.

Così facendo, tirando le somme, sei stato in grado di quantificare quale sia stato in quel dato lasso temporale il tuo risparmio, o di quanto sei andato sotto.

Non hai fatto altro che sottrarre le uscite alle entrate.

Questo tuo modo di tenere il bilancio è proprio basico. Magari soddisfa le tue esigenze, ma senza differenziare le uscite non potrai mai avere un quadro preciso di dove finiscano i tuoi soldi, e perché.

Attivi e passivi

Premesso che anche le entrate si possono differenziare tra quelle arrivate dal lavoro, di qualunque tipo, e quelle generate dagli investimenti; ciò di cui voglio parlare in questo articolo sono le uscite.

Le uscite devono essere divise in due macrogruppi: quelle passive e quelle attive.

Uscite passive

Le uscite passive o passività sono tutti quegli esborsi di denaro che non producono utili.

Il mutuo per la casa, il prestito per l’automobile (a meno di non utilizzare l’auto per lavoro, come i tassisti, per esempio), le carte di credito, le utenze e tutte le varie spese per il sostentamento e la cura delle persona e della casa.

Fra quelle sopra elencate, ci sono delle spese inevitabili come cibo, bolletta della luce, ecc. ma anche da evitare, come ad esempio il mutuo per la casa.

So che potresti non essere d’accordo, ma accendere un muto per acquistare un immobile ad uso abitativo non è una scelta finanziariamente vincente.

Oltre alle spese inevitabili e quelle evitabili, a comporre la casella delle passività ci sono anche le spese del tutto inutili e improduttive sotto ogni punto di vista, come, a mero titolo d’esempio, potrebbero essere l’acquisto delle sigarette o dei biglietti del gratta e vinci.

Uscite attive

Le uscite attive o attività sono date da tutti quegli esborsi di denaro che andranno a produrre degli utili futuri.

L’acquisto di un immobile da mettere a reddito, al contrario di quello ad uso abitativo, rientrerebbe fra le attività. Più in generale, tutti i soldi investiti in veicoli finanziari seri e sostenibili e quelli “spesi” in formazione di qualità sono da considerarsi delle uscite attive.

Spendere dei soldi per imparare una lingua straniera, per dire, potrebbe garantirti una posizione lavorativa migliore, quindi un reddito più elevato.

Il denaro investito come si deve, assumendosi il giusto rischio ma affidandosi anche alla statistica di lungo periodo sostenuta da prove documentate non può che generare utili nel lungo periodo, quindi è un attivo.

Ridurre le passività e aumentare le attività

Se ti sei fissato come obiettivo di migliorare la tua condizione economica – fino, perché no, a raggiungere la libertà finanziaria -, non puoi fare a meno di agire sulle tue spese in modo da abbassare quelle passive ed aumentare quelle attive.

Ridurre gli sprechi per aumentare il denaro disponibile per gli investimenti, oltre che da un punto di vista etico, ti darà enormi benefici di lungo periodo anche e soprattutto sul lato finanziario.

Il motivo di tutto ciò è semplicissimo. Un conto è avere un’unica entrata, e tutt’altro è averne due, tre o quattro; se poi sono anche automatiche tanto meglio!

Il criceto nella sua ruota

Il criceto nella sua ruota
Il criceto che corre nella sua ruota senza fare un singolo passo in avanti, rappresenta alla perfezione la situazione finanziaria di tutte quelle persone – purtroppo la stragrande maggioranza – che nel loro “stato patrimoniale” hanno soltanto le caselle delle entrate e delle uscite passive.

Questa è la situazione del classico dipendente – anni fa lo si sarebbe definito proletario -, di colui cioè che vive del proprio stipendio, quindi del proprio lavoro.

Costui ha una sola entrata, il salario; e svariate spese (mutuo, tasse, bollette, supermercato, vestiario, calcio scommesse, sigarette) che non gli permettono di fare un solo passo in avanti dal punto di vista finanziario e che lo tengono costantemente nella condizione di arrivare a stento alla fine del mese.

Esci da quella maledetta ruota

il criceto fuori dalla sua ruota
Uscire da quella maledetta ruota è il primo passo verso il miglioramento delle tue condizioni economiche.

Spesso le persone, arrivate a questo punto, si chiedono: «Sì, va bene, ma come posso fare?»

La risposta secca a questa domanda è: Creandoti degli attivi!

Gli attivi, infatti, sul lungo periodo, ti porteranno ad avere più entrate, rendendo più che felice il tuo flusso di cassa.

Viene da sé che quando la somma dei vari attivi raggiungerà certi livelli, non avrai più bisogno di lavorare, quindi dal disegnino di sopra, qualora lo vorrai, potrai tranquillamente cancellare la variabile “lavoro”.

Diventa imprenditore di te stesso e genera attivi

Stabilito che non tutte le uscite sono “spese”, concentrati nel diventare imprenditore di te stesso e costruisciti quanti più attivi possibile; non se ne hanno mai troppi.

Come ogni imprenditore, nelle fase iniziali dovrai sostenere dei costi per mettere in piedi la tua impresa e renderla efficiente. Una volta a regime, però, quell’impresa ti permetterà di vivere di rendita.

I soldi “spesi” in investimenti non rappresentano una spesa, ma un semplice costo d’impresa. Sono soldi che frutteranno profitti esponenziali nel tempo, se solo li lascerai lavorare.

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