Risparmiare, ovvero il primo passo verso l’indipendenza economica

Quando ti ho parlato per la prima volta del movimento F.I.R.E. ti ho detto che si basa su quattro regole fondamentali:

1 – RISPARMIO
2 – INVESTIMENTO (Io investo così)
3 – AUMENTO DELLE PROPRIE CAPACITÀ DI GUADAGNO

4 – RIPETERE.

La terza opzione l’ho messa tra parentesi perché può essere messa in campo in un secondo momento; per alcuni non è obbligatoria, per me è molto molto importante ma, effettivamente, può essere presa in considerazione dopo aver lavorato sulle altre.

Non ti sorprenderà sapere che il primo passo da compiere per chiunque voglia raggiungere l’indipendenza economica è il RISPARMIO.

Prima di tutto risparmiare

A meno che tu non riceva una inaspettata eredità da un fantomatico zio d’america, o vinca un sostanzioso premio alla lotteria, le uniche due possibilità che ti rimangono per mettere da parte dei soldi sono: lavorando o delinquendo.

Scartando la seconda ipotesi poiché sarebbe un controsenso, se i stai cercando la libertà non poni in essere dei comportamenti che potenzialmenstirete ti porteranno a vivere per anni dentro una cella tre metri per tre; per non parlare degli aspetti etici, ovviamente.

Insomma, per trovare i soldi da investire non ti resta che lavorare.

Ma lavorare non basta!

Proprio così: lavorare non basta, bisogna anche risparmiare.

I “sacri” testi a cui fanno riferimento gli adepti del movimento F.I.R.E. sono tutti concordi nell’affermare che si debba risparmaire non meno del 10% al mese.

Inutile sottolineare che più sarai in grado di aumentare quella percentuale e più presto ti metterai nelle condizioni di investire e, dunque, mettere in moto quel meccanismo in grado di offrirti l’indipendenza finanziaria.

Risparmiare, ma come?

Probabilmente, leggendo i primi paragrafi di questo articolo ti sarai detto: “Sì, ok, ma come faccio a risparmiare ché non riesco ad arrivare alla fine del mese”?

La tua domanda è più che leggittima, purtroppo in Italia sono tantissime le persone (o le famiglie) ad avere serie difficoltà ada rrivare alla fine del mese.

Cionondimeno, ti informo che è possibile risparmiare almeno il 10% delle proprie entrate ogni singolo mese.

Il come, non appena te lo svelerò, ti apparirà banale, ti chiedo quindi di non chiudere la pagina e di darmi il tempo di spiegarti meglio. Comunque, il come è: tagliando le spese superflue!

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Eliminando il futile, il risparmio è servito

Vedo che non mi hai abbandonato. Sono davvero felici di vedere che sei ancora qua.

Dunque, lo so pure io che gli stipendi sono quello che sono – oppure, nel caso tu sia un autonomo, so bene quale pressione fiscale erode le tue entrate lorde -, so perfettaemnte anche che non si può campare senza mangiare, vestirsi e senza mandare i bamabini a scuola; e poi ci sono le bollette e le inevitabili spese per l’automobile: carburante, bollo, assicurazione, ecc.

Sono perfettaemente cosciente di tuto questo, tuttavia ribadisco che puoi mettere da aprte (almeno) il 10% delle tue etrnate mensili e che lo puoi fare eliminando gli sprechi.

“Io sprechi non ne ho!”

Ti ho sentito. Mi ahia appenda detto, con voce leggermente alterata, che tu stai attento e di sprechi non ne hai.

Permettimi di non crederti. Lo faccio perché ci sono passato prima di te. Inizialmente anche a me sembrava di non avere spese superflue, poi, invece, ne trovai più di qualcuna… All’inizio ne rimasi sorpreso, ma poi mi misi a tagliuzzarle una dopo l’altra.

Come individuare le spese superflue?

Il primo passo da fare per individuare quali sono le tue spese “inutili” è molto semplicemente quello di prendere l’abitudine di tenere traccia di tutte le tue uscite.

In pratica si tratta di tere un rudimentale bilancio delle proprie entrate e delel proprie uscite.

Non è necessario compilare un blancio complesso, ti basterà aprire un quaderno (o un foglio excel se sei “moderno”), dividerlo in due colonne ed elencare – con tanto di data – tutte le entrate da una parte e tutte le uscite dall’altra.

Accanto ad ogni cifra, dovrai scriverci anche la motivazione.

Esempio:
20/6/20xx: 94,35 € – spesa settimanale
22/6/20xx: 30 € – benzina
23/6/20xx: 25 € – paytv
ecc…

Vedi che abbiamo già trovato una spesa superflua?

Probabilmente, lavorandoci sù, potrai scoprire che anche la “spesa settimanale” contiene degli “sprechi”, però non c’è alcun dubbio sul fatto che l’abbonamento alla paytv sia una spesa futile e, per tanto, eliminabile.

Fumi? Per te il risparmio sarà due volte salutare

Se sei un fumatore, smetti! Te ne saranno grati i tuoi polmoni, quelle delle persone che stanno accanto e anche le tue tasche.

Non avendo quel vizio, non so bene quanto costi un pacchetto di sigarette ma quello che so è che smettendo di comprarle sarai in grado di risparmiare come minimo 100€ al mese!

E non venirmi a dire che i soldi spesi per le sigarette non siano in realtà buttati al vento; anzi, mandati in fumo! (Battutaccia)

Tre mesi di bilancio e il tuo risparmio non ti costerà fatica

bilancioTe lo garantisco: se avrai la costanza di segnarti per tre mesi ogni singola uscita – compreso il caffé al bar, tutto -, riuscirai a individuare dove spendi troppi soldi.

In qualche caso ti soprenderai, dirai: “Ma dai, possibile che abbia speso tutti questi soldi per…”?

Eh sì, può essere.

Purtroppo, se non ci segnamo dove mettiamo i soldi, finiamo tutti per spenderli con eccessiva superficialità.

Al contrario, una volta che sappiamo dove finisce ogni singolo centesimo duramente guadagnato, impariamo a gestirli in modo molto più efficace.

Il 10% è facile, adesso viene il bello

Se seguirai i semplici passi che ti ho illustrato in questo articolo, non ci metterai molto ad essere perfettamente in grado di risparmiare il 10% delle tue entrate ogni mese.

Quante colte prima di 10% ho scritto la parola “almeno”? Tante.

Perché? Semplice, perché quella cifra non deve essere altro che un inizio.

Ci sono membri del movimetno F.I.R.E. in grado di risparmiare il 75% delle loro entrate!

Oh, sia chiaro, quello sono pazzi! Non mi passa nenache per l’anticamera del cervello di suggerirti di diventare un asceta che si veste di stracci e mangia quello che trova nei cassonetti dell’immondizia.

Senza toccare questo genere di estremi, però, ti assicuro che arrivare al 20-25% è possibile anche per chi percepisce uno stipendio normale.

Ci vuole soltanto della buona volontà e una giusta motivazione.

Non so se vale anche per te, ma per me l’indipendenza economica è una gran bella motivazione!

Buon risparmio, e alla prossima!

 

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6 risposte a "Risparmiare, ovvero il primo passo verso l’indipendenza economica"

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